Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta zelig. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta zelig. Mostra tutti i post

sabato 7 luglio 2012

Il fumo delle sette deleghe...


Se c’era bisogno di una conferma, ecco, finalmente è arrivata. 


Prendete l’ultimo numero di “Saronno Sette”: vi stupirete guardando che, in tre delle otto facciate, campeggia una pagina che recita più o meno “Inserzionisti disperatamente cercansi”. Tralasciando il fatto che la quarta è una pubblicità “finta” (è lo stampatore che mette il proprio logo) diventa evidente soprattutto una cosa: il prodotto, così come è fatto, non è appetibile. La rivoluzione copernicana trionfalmente annunciata dall’assessore dalle SETTE DELEGHE (tanto per cambiare) e dalla sua corte dei miracoli (leggasi ufficio stampa o comunicazione, o relazioni esterne, chiamatelo come vi pare ma comunque totalmente inutile, vista la quantità di comunicati e notizie alla stampa fornite) qualche tempo fa, ha messo tragicamente a nudo l’inutilità di un prodotto del genere che ha mostrato tutti i suoi limiti.

Mai era capitato, a memoria, nella storia sia del “Saronno Sette” che del defunto (o meglio, ucciso) “Città di Saronno”, vedere così tanti spazi bianchi, carta letteralmente buttata nel WC..(con quel che costa…): piuttosto si cercava di riempirlo con i contenuti, quelli che, da quando quello che era il giornale delle associazioni oggi diventato il megafono della Giunta mancano proprio.

Se fosse in vendita anche a un centesimo, non lo comprerebbe proprio nessuno: otto pagine in cui campeggiano le elucubrazioni degli assessori di turno, il quadratone della radio amica, le iniziative degli amici degli amici e, sparsi qua e là senza un ordine logico, finalmente, gli annunci delle associazioni.

Una Babele di contenuti, nessuno che c’azzecca (cit.) con l’altro. Otto fogli per 5mila copie di inutilità che gridano vendetta: ovvio che nessuno voglia farci pubblicità.

Parliamoci chiaro: ce lo avevano venduto come l’uovo di Colombo, l’invenzione che doveva cambiare la storia della comunicazione. Sta facendo la stessa fine del Titanic: ci raccontavano che era inaffondabile, invece alla resa dei conti ha pagato tutte le sue magagne e sta affondando miseramente. 

Non veniteci a parlare di crisi (se si fossero tenuti i canoni dei vecchi giornali comunali, la pubblicità sarebbe arrivata, con un prodotto competitivo…): gli inserzionisti investono su chi dà adeguata visibilità. Saronno Sette, oggi, è un triste giornalino dei partiti della giunta e dei loro amichetti con l’aggiunta di qualche associazione che mette coraggiosamente il proprio annuncio. Un prodotto fantastico come bere una birra calda in spiaggia al 15 di agosto. Forse anche chi ha avuto l’ardire di accettare di stamparlo si starà pentendo amaramente…

mercoledì 6 giugno 2012

Photoshop 4 dummies... lo stemma della città




Ci mancava anche questa. Anziché pensare alle cose serie, come ad esempio “l’addio” del presidente Alberto Fidanza alla “Saronno Servizi”, puntualmente trasformato in barzelletta (“ha avuto dalla sua azienda un incarico che li impegnerà molto” è stata l’esilarante versione del sindaco, degna davvero di Zelig) cosa ci propinano? Niente popò (esatto, popò…) di meno che IL NUOVO STEMMA DEL COMUNE DI SARONNO!!!
Partorito da quel vulcano di idee che è l’ufficio comunicazione, sotto l’immaginabile guida dell’omino coi baffi che una ne fa e cento ne pensa (e per fortuna ne fa solo una ogni cento, sennò saremmo veramente a posto…) il nuovo stemma ha il pregio di provocare, alla vista, lo stesso effetto di una dose di Guttalax.
Dire che è osceno è poco: sembra un’immaginetta scaricata da qualche sito internet di principianti di Photoshop”, o da un concorso di disegno per scuole elementari. Penose, poi, le giustificazioni: Una scelta attuata per uniformare le comunicazioni dirette sia all’interno che all’esterno” (???), “creare un format grafico per dare alla Città di Saronno un’immagine di grande valore, un’identità precisa, chiara e omogenea che renda le comunicazioni del Comune immediatamente e facilmente identificabili” (??????) e ancora “l’usabilità e la semplicità del manuale diventano punti di forza per una sua corretta applicazione” (?????????).
Per favore, qualcuno può tradurre? Corretta applicazione? Immagine di grande valore? Uniformare le comunicazioni? Ma cosa significa? Cosa aveva che non andava lo stemma precedente, quello sì, storico? Segno REALE di una tradizione cittadina?
Il nuovo stemma significa che dovranno cambiare anche tutta la carta intestata, e che quella ora esistente andrà buttata nel cestino? Insomma, altri costi? 
Al di là dell’aspetto estetico (davvero orribile) ci si chiede davvero perché un ufficio comunicazione che manco comunica alla gente le modalità della giornata senz’auto, debba spendere risorse (è possibile sapere quali?) in questa maniera. Scordandosi (come sta facendo la Giunta attuale) che i problemi sono ben altri…